Mercoledì. Oggi si riprende a lavorare. Piove. I giorni di stacco sono passati velocemente. Sono stati tanto pieni incontri, cose viste e significati che mi risulta davvero difficile racchiuderli in una parola. Ma forse, se mi impegno, una la trovo: tempo.

Credo davvero ci sia un tempo per ogni cosa; un tempo per tenere e un tempo per lasciar andare. Anche un tempo per vivere pienamente. Ogni giornata ha una durata fissa, le solite 24 ore, ma nel nostro mondo interno, tutto si muove ad un passo diverso. Ci sono momenti che ci attraversano veloci e quasi ne perdiamo traccia; poi, ci sono momenti che vibrano e riverberano in noi. I colori di questo tempo sono variabili, ci sono quelli delle ferite che faticano a chiudersi e ci sono quelli che sanno di nuovo e di vita. Penso poi che ci sia un tempo nel quale ognuno vorrebbe realizzare i propri desideri di cambiamento, ma qualcosa sembra spesso remare contro.

Credo, di nuovo, che dobbiamo imparare a lasciar sedimentare questo tempo. È difficile starci: c’è chi il tempo lo rincorre e chi lo fissa. Eppure, insito nello scorrere dei secondi è il continuo essere diverso. Con una cosa però dobbiamo fare i conti: non possiamo controllare il tempo. Possiamo viverlo e sentirne gli influssi: stare a contatto con ciò che proviamo, anche quando è doloroso. Evitare, a volte difende, altre volte fa solo più male. Solo così, siamo padroni del tempo. Quindi, dobbiamo dare tempo al tempo, che non significa stare fermi necessariamente, ma nemmeno affaticarsi. Stare all’interno del tempo, lasciare che scorra, senza essere travolti. Come? Creando una nostra dimensione e lavorando sull’idea che tutto serve, anche quando sembra non avere uno scopo.

Questo me lo insegna la terapia. Questo me lo insegnano i miei pazienti. Questo me lo mostrano le persone che ho attorno.

E sul concetto di tempo molto è stato scritto, ma anche ballato. Per questo vi ricordo lo spettacolo di danza contemporanea Chronos dei coreografi Roberto Altamura e Vittoria Brancadoro. Il progetto nasce da un’esigenza personale: l’intima necessità di esternare le proprie inquietudini riguardo allo scorrere del tempo. Dopo il debutto a Milano il 21 aprile, ora è in tour. Se potete, andate a vederlo; qui le date.

Nella teoria della relatività non esiste un unico tempo assoluto, ma ogni singolo individuo ha una propria personale misura del tempo, che dipende da dove si trova e da come si sta muovendo. (Stephen Hawking)

Autore

Mi laureo in comunicazione, ma decido di seguire il mio desiderio e divento uno psicologo. Studio come funziona il cervello e come potenziarlo. Ascolto e lavoro sulle storie delle persone che accolgo nella mia stanza e che nel raccontarsi cercano di curare le proprie ferite dell’anima. Leggo per esplorare altri mondi. Scrivo per dar voce ai pensieri. Vado al cinema e a teatro per passione. Ballo per essere più felice!

Scrivi un commento