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È la vigilia di Natale. Dopo aver corso fino a ieri, tra regali e pazienti, mi fermo a scrivere a voi, dopo tanto tempo, e a me. Mi piacerebbe che questo giorno fosse totalmente spensierato e lieto, tra una canzone in sottofondo e un brindisi con quel vino che tanto mi piace. Non lo è più da qualche anno, è l’esatto contrario. Mentre molti godevano l’attesa di una nuova nascita, io avevo ad attendermi e a vivere l’opposto della vita. Elaborare quel dolore lacerante è stata (ed è) la trasformazione del mio Natale. Nel cuore poteva essere ciò che mi avrebbe più allontanato dal significato di questa festa, oggi sento che è stato ciò che più mi ha avvicinato all’amore che aleggia nelle commedie natalizie. Domani ci sarà un posto vuoto a quel tavolo imbandito e addobbato a festa, segno che non sempre la vita va come vorremmo, ma anche…

Cosa sono quelle lunghe aste collegate da un tubicino al mio braccio? Dove sono i miei giochi? Perché la signora vestita di azzurro sta arrivando con un oggetto appuntito? Mamma e papà, mamma e mamma, papà e papà, mamma, papà sono preoccupati, lo vedo, lo sento. E poi ci sono io che non ho voglia di essere allegro, sai mi fa male qui oppure neanche so dove mi fa male, ma c’è qualcosa che non va. Sono in questa stanza, di un luogo molto grande… qui di stanze ce ne sono tante, tutte uguali. Di fianco al mio letto, è arrivato Marco. Ieri l’hanno fatto salire su un letto con le ruote, la nonna gli ha dato il peluche che gli piace tanto e dei grandi verdi l’hanno portato via. Dopo è tornato, sempre sul letto con le ruote, e aveva una gamba fasciata e era un po’ addormentato. Il…

Venerdì 28 settembre, ore 20.30 – Robecchetto con Induno L’autunno sta bussando alla nostra porta: decidere se e come aprirla dipende da noi. Siete pronti a farlo? L’invito alla trasformazione, che questa stagione di passaggio ci offre, è per tutti, ma cosa significhi per ognuno di noi è qualcosa che dobbiamo scoprire in prima persona. Raccogliere i frutti della nostra storia permette di preparare il terreno per quello che saremo; dobbiamo, però, essere disposti a lasciar andare ciò che è maturo e ciò che non ci serve più. Se avete voglia di scoprire i colori del vostro mondo interno in questa stagione, non perdetevi l’appuntamento di questo venerdì. Con l’aiuto del gruppo, proveremo a dar voce al vostro autunno interiore in un momento di crescita e scoperta profonda di sé. Vi consiglio di adottare un abbigliamento comodo, vi sarà richiesto di lavorare senza scarpe. Iscrizioni entro mercoledì 26 settembre. Per…

Caro Papà Imperfetto, ho letto con piacere le cronache del vostro primo giorno di scuola. Wow: quante emozioni! Scrivo ‘vostro’ perché mi sa proprio che ai ‘banchi di partenza’ ci sei stato anche tu e con te tanti tanti genitori che ci leggono. A tutti voi e ai vostri figli, buonissima avventura! In questo imperfetto venerdì (causa temperature sopra la media stagionale, ndr) che inaugura convenzionalmente l’autunno, ti scrivo per raccontarti un episodio che mi è successo l’altro giorno. Milano. Tram delle 17.00. Bambino appena uscito da scuola che beve il suo succo, la mamma seduta di fianco a lui, il papà in piedi. Che bel momento, penso, e guardo fuori dal finestrino, stiamo arrivando vicino a un parchetto. Lo vede anche il bimbo che inizia a chiedere ai genitori di poterci andare. La cosa più ovvia del mondo. Dopo un po’ di insistenza e alcune spiegazioni, la voce del papà pronuncia:…

Caro Papà Imperfetto, oggi suona la campanella e si torna a scuola. Sei emozionato? Immagino proprio di sì. Ecco, nel tuo zaino di genitore (e speriamo ci siano le rotelle, ndr) ci sono tante emozioni, ma è bene capire quali e con quali sfumature. Perché? Essere più precisi, ci aiuta a conoscerci meglio e a gestirle, soprattutto, per non correre il rischio di metterle negli zaini dei piccoli di casa. Il primo giorno di scuola è un momento particolare perché rappresenta l’inizio di un percorso da scoprire. Ci si trova fieri di veder crescere i propri figli (o nipoti, ndr), se ne apprezzano i cambiamenti, ma c’é spazio anche per l’ansia di quello che non possiamo conoscere e la paura di non saper gestire le piccole-grandi crisi che ci troveremo a affrontare. Ma il primo giorno di scuola si riattivano, in modo più prepotente, anche le aspettative. Ogni genitore ha…

Bentornati! Finite le vacanze, come state? Già stanchi e ‘sclerati’ o ancora tenete botta? Nel salutarvi qui ero partito dai miei pazienti per arrivare a me, oggi faccio il contrario 😉 Vivere queste vacanze è stato un viaggio, non solo reale, ma anche interiore. Questo periodo di sospensione, infatti, mi ha regalato la possibilità di scoprire nuove parti di me, nuove situazioni e conoscere un po’ meglio alcune ombre.  Se vi dicessi che tutto quello che è emerso mi sia piaciuto, vi mentirei. In fondo ciò che mi è successo, è ciò che accade quando sei al mare: le onde portano a galla ciò che c’è sotto, a diversi livelli di profondità. Benché io abbia goduto di acqua cristallina che mi sembrava di stare ai Caraibi, a volte, alcune piante marine che si appiccicavano alla pelle, alcuni sassi coperti dalla sabbia o alcuni residui non mi hanno proprio fatto piacere.…