Psicologo in Blue JeansCiao Roberto, grazie per aver accettato il mio invito. Dopo averti visto in scena lo scorso anno, ho tantissime domande sul tuo personaggio che è molto particolare. Ma prendiamola un po’ alla larga: cosa rappresenta per te Georgie – il Musical?

Al di là di una operazione coraggiosa di produzione, c’è l’aspetto umano. E qui devo ringraziare Brunella Platania (l’abbiamo incontrata qui) che mi ha fortemente voluto nel cast. Siamo poi al Teatro Sistina di Roma che è un grande privilegio e per me un grandissimo ritorno. Insomma, una grande gioia.

Immagino che a questo si aggiungano anche tutti i significati e le tematiche che il manga giapponese porta con sé. 

Assolutamente sì, le tematiche raccontate sono molto molto attuali, di cronaca stringente. Poi portiamo in scena qualcosa di molto caro alla mia generazione. Sono del 1983 e in TV da piccolino lo vedevo spesso. In sala ci sarà anche l’autore Mr. Mann Izawa e quindi sì, c’è molto fermento. Impagabili la regia di Marcello (Sindici, ndr) e lo staff tecnico. E poi il mio ruolo è qualcosa di molto stimolante: ogni sera provo cose nuove e modifico il personaggio. È divertente e quando ci si diverte in scena, il risultato arriva.

Io che l’ho già visto ti dico proprio che questo musical arriva in pancia. Leggendo di te, mi ha incuriosito che hai interpretato in passato la Bestia e oggi, invece, ti trovi a fare Irwin. Entrambi connotati da una maschera, da un involucro esterno, che nascondono un mondo interno fonte di sofferenza e di altre contraddizioni emotive che faticano a uscire. Un po’ come se ci fosse una corazza. Ma in cosa sono diversi i due personaggi?

Ormai sono passati 10 anni dalla Bestia; è un ruolo che rimarrà sempre nelle mie cPsicologo in Blue Jeansorde. Ma tra i due ci sono chiare differenze, prima di tutto tecniche. La Bestia è una fortuna per chi la può interpretare perché si lavora molto sul corpo e sulla recitazione. C’è poi il meraviglioso If I can’t love her che è un brano storico del teatro musicale mondiale. Irwin Dangering  lascia molto più libero, soprattutto nell’interpretazione. Nella Bestia ci sono più paletti che lo spettacolo predilige. Ciò che accomuna i due ruoli, oltre alla sofferenza che ha però radici diverse, è il lavoro attoriale che puoi farci. Irwin è un carattere, più della Bestia. Questa è un personaggio principale, mentre Irwing mi ha fatto divertire perché ogni sera potevo dargli una sfumatura diversa. Posso dirti che comunque la Bestia è sempre dentro di me. Questo nuovo personaggio di Georgie richiede poi un grande lavoro di concentrazione perché entra dopo un’ora e mezza e hai il compito di portare avanti la storia. Non è facile.

Come sai, faccio lo psicologo e quindi voglio scoprire con te quale sia il dramma di Irwing.

Irwing è portatore di diverse patologie. Il dolore più grosso è che deve nascondere la sua vera natura, la combatte e cerca di trovare piacere nel seviziare gli altri. Io poi ho voluto accentuare il problema della dipendenza da sostanze. Anche se in un personaggio così complesso bisogna stare attenti a non esagerare perché altrimenti diventiamo troppo scomodi. Irwing è una persona fortemente turbata internamente e che però ha un grande potere. E come accade nella vita, la sua influenza nella vita degli altri può essere distruttiva.

Ti faccio una domanda scomoda: cosa avrebbe potuto salvare Irwing?

Psicologo in Blue Jeans
Foto di Luca Vantusso

Per lo sviluppo del testo, nulla. Forse l’unico appiglio potrebbe essere lo zio, che però nella storia ha ancora più problemi di lui e quindi è purtroppo senza salvezza. È un condannato, è il male che si nasconde dietro l’eleganza e la bellezza, che poi però nelle segrete del palazzo deve uscire. Se il teatro è finzione, porta però in scena la drammaticità di chi si sente costretto a nascondere la propria natura. Lui è un pericolo per la sua famiglia (quello che in terapia noi chiamiamo paziente designato, ndr).

Quello che mi dici oltre a farmi pensare a ciò che costruisce la sofferenza, mi richiama anche alla mente che in fondo in ogni uomo c’è una parte che non sempre può essere mostrata, una ferita che viene anestetizzata un po’ come si può. In fondo Irwing è una persona molto sola e soffre del mal d’amore.

È proprio vero, lui non può mostrare chi sia davvero; anche per il ceto sociale  al quale appartiene. Sì, soffre per mancanza d’amore. Quello è il suo segreto.

Mi verrebbe da chiederti cosa nasconde Roberto (Rossetti, ndr), ma magari non sveliamo proprio tutto.

(Ride) Nascondo qualcosa anche io, è comune nella vita. Tuttavia, credo che ogni persona debba trovare il coraggio di vivere come crede, mantenendo però il rispetto per gli altri.

Nel salutarci, vorrei che anticipassi a chi ci legge il messaggio di Georgie – il Musical. Un testo che ha segnato l’infanzia di molti adulti di oggi, ma che tratta tematiche molto forti e scomode. 

Al di là della curiosità che può suscitare rivedere in live un cartone che ha colorato gli anni della fanciullezza degli anni ’80, credo che il messaggio principale sia poi quello del sentimento che muove il mondo e quindi dell’amore. L’amore in tutte le sue difficoltà. Sembra retorico, ma non lo è. C’è sempre bisogno d’amore.

L’appuntamento è quindi per il 26 maggio alle ore 20.00 al Teatro Sistina di Roma. Impossibile mancare sia per il cast sia per l’allestimento. Sul palco grandi artisti del teatro musicale italiano che sono stati protagonisti delle ultime stagioni teatrali in tutta Italia. Ne vale la pena 😉

Autore

Mi laureo in comunicazione, ma decido di seguire il mio desiderio e divento uno psicologo. Studio come funziona il cervello e come potenziarlo. Ascolto e lavoro sulle storie delle persone che accolgo nella mia stanza e che nel raccontarsi cercano di curare le proprie ferite dell’anima. Leggo per esplorare altri mondi. Scrivo per dar voce ai pensieri. Vado al cinema e a teatro per passione. Ballo per essere più felice!

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