È la vigilia di Natale. Dopo aver corso fino a ieri, tra regali e pazienti, mi fermo a scrivere a voi, dopo tanto tempo, e a me. Mi piacerebbe che questo giorno fosse totalmente spensierato e lieto, tra una canzone in sottofondo e un brindisi con quel vino che tanto mi piace. Non lo è più da qualche anno, è l’esatto contrario. Mentre molti godevano l’attesa di una nuova nascita, io avevo ad attendermi e a vivere l’opposto della vita.

Elaborare quel dolore lacerante è stata (ed è) la trasformazione del mio Natale. Nel cuore poteva essere ciò che mi avrebbe più allontanato dal significato di questa festa, oggi sento che è stato ciò che più mi ha avvicinato all’amore che aleggia nelle commedie natalizie. Domani ci sarà un posto vuoto a quel tavolo imbandito e addobbato a festa, segno che non sempre la vita va come vorremmo, ma anche simbolo di ciò che può ancora accadere, se solo lo permettiamo. Su quella sedia si siederà qualcun altro, che sia domani o più in là perché dalla morte può nascere nuova vita.

E penso ai miei pazienti. Abbiamo parlato, pianto e sorriso di questa festa che ci vorrebbe tutti più vicini. Per farlo occorre però essere noi i primi a esserlo con noi stessi. Riconoscere le nostre fragilità. Vivere la tristezza. Accettare le nostre imperfezioni. E poi scegliere. Scegliere di darci all’altro per come siamo e per il bene di chi ci è vicino. La cometa indica la strada che possiamo percorrere da noi a chi ci è accanto. Condividere intimamente gioie e dolori delle persone che amiamo, ‘semplicemente’ essendoci.

Darsi nuova vita, cogliere una possibilità, accendere ciò che siamo: ecco la magia di queste feste. Noi possiamo essere il Natale tutto l’anno, possiamo essere dono. In questo periodo, ancora di più.

Auguro a voi, miei lettori e miei pazienti, di godere di questi giorni, dandovi la possibilità di desiderare e sperare nel profondo. Vi auguro di sentire la presenza degli altri per come sono capaci di starvi accanto. Vi auguro di dare nuovo significato alle assenze nelle vostre vite. Vi auguro che ci sia luce.

Alla mia famiglia, ai miei amici e a chi condivide quotidianamente con me la mia vita: grazie di cuore.

Sarà Natale solo se riscoprite l’amore dentro di voi, lo vivete e lo donate agli altri.

Emanuele

Autore

Mi laureo in comunicazione, ma decido di seguire il mio desiderio e divento uno psicologo. Studio come funziona il cervello e come potenziarlo. Ascolto e lavoro sulle storie delle persone che accolgo nella mia stanza e che nel raccontarsi cercano di curare le proprie ferite dell’anima. Leggo per esplorare altri mondi. Scrivo per dar voce ai pensieri. Vado al cinema e a teatro per passione. Ballo per essere più felice!

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