Psicologo In Blue JeansCaro Psicologo in Blue Jeans, come stai?

Ultimamente sono stato molto preso tra fine scuola, inizio nuove attività, lavoro, amici, vacanze (che tardano ad arrivare)! Parlando con un altro papà, ci chiedevamo se sia giusto o meno discutere davanti ai figli, perché a volte neanche ce ne rendiamo conto. Tu che consiglio ci puoi dare? Grazie!

 

Psicologo in Blue JeansCiao Papà Imperfetto

che bello ritrovarti qui. Anche fronte “psy” si inizia ad avvertire la necessità di vacanza, ma come spesso capita questo periodo lascia emergere tutto lo stress negativo dei mesi precedenti e quindi è necessario avere ancora un po’ di pazienza. 

Quando ho letto la tua domanda di oggi ho subito pensato alla famiglia del Mulino Bianco: quella in cui ci si sveglia sorridenti, si fa colazione tutti insieme e la felicità sembra regnare sovrana. Purtroppo con questo ideale ci siamo cresciuti e ci abbiamo sbattuto tutti la testa quando abbiamo capito che la realtà è un po’ più complessa. Questa è l’immagine originaria che dobbiamo modificare. Diciamocelo, ognuno di noi è diverso e quindi avere pensieri e sentimenti discordanti non è poi qualcosa di infrequente. Cosa intendo? Che discutere è normale. Sarebbe meglio evitare di farlo davanti ai bambini, ma se capita non colpevolizziamoci più del dovuto. La riflessione che ti (e vi) invito a fare è perché capita? Cosa fa inasprire i toni e i modi, cioè come vi sentite quando iniziate a discutere? Forse vi sentite inascoltati, traditi, prevaricati e questo vi porta a difendervi; oppure avete la necessità di avere ragione perché questo aumenta la vostra sensazione di controllo, per esempio. Bene, qualsiasi sia il motivo è lì che dovete andare a lavorare. Una esposizione prolungata a discussioni e liti può portare i bambini a mostrare i segni depressivi, abbiamo evidenza di cambiamenti anche nel cervello dei più piccoli.

Quando capita di discutere però avete il dovere di non lasciare spazio a possibili interpretazioni negative del bambino. È necessario che gli spieghiate che non è colpa sua, che la discussione tra due persone può accadere, ma che poi c’è un tempo nel quale tutto si appiana. In questo modo, passerete il messaggio che è possibile esporre il proprio punto di vista, che tutte le emozioni hanno un valore e possono essere esternate, che ciò che cambia è il modo che deve essere costruttivo e non distruttivo. Anziché fare i genitori perfetti, siate imperfettamente umani, ma consapevoli di ciò che fate e di ciò che accade.

La coppia genitoriale è il confine sicuro che protegge i piccoli di casa, è un contenitore delle ansie e delle paure normali del crescere. Liti non spiegate o continuative si tramutano in crepe profonde in questa bolla che è la famiglia e il rischio del trauma è dietro l’angolo. Ricordatevi anche che i bambini sono più sensibili ai segni non verbali della comunicazione: l’aria pesante si respira. Quello che dovete evitare è che i vostri figli debbano schierarsi con uno o con l’altro di voi!

Nel salutarvi, vi svelo un segreto: insegnate ai vostri figli a litigare bene! 

Imparate a litigare guardandovi in faccia. È l’unico modo per capirsi davvero. (twitter)

Autore

Mi laureo in comunicazione, ma decido di seguire il mio desiderio e divento uno psicologo. Studio come funziona il cervello e come potenziarlo. Ascolto e lavoro sulle storie delle persone che accolgo nella mia stanza e che nel raccontarsi cercano di curare le proprie ferite dell’anima. Leggo per esplorare altri mondi. Scrivo per dar voce ai pensieri. Vado al cinema e a teatro per passione. Ballo per essere più felice!

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