Psicologo In Blue JeansCaro Psicologo in Blue Jeans,

come stai? Questo è un periodo molto intenso per molti bambini e altrettanti genitori: fine scuola, gite, saggi, eventi e molto altro. Ne usciamo tutti un po’ stanchi. A volte capita che bambini, ormai grandi, vogliano ancora dormire nel letto con mamma e papà: Come ci dobbiamo comportare in questi casi?
sei pronto per viverti questo venerdì… imperfetto? Come per i bambini, anche per me, quest’ultimo periodo è stato, ed è, molto intenso. Sono felice, però, di dedicare del tempo alla tua domanda e tornare a riappropriarmi di questo spazio virtuale. Un anno di scuola, allenamenti e impegni vari per i più piccoli e un anno di lavoro sulle spalle per i più grandi. Hai proprio colto l’essenza di questo periodo: stanchezza e nervosismo imperano.
Ti propongo di seguirmi in un piccolo viaggio che ci servirà per trovare, insieme, la risposta alla tua domanda. Prova a chiederti: di cosa ho bisogno quando sono eccessivamente stanco e mi sento continuamente caricato, senza potermi fermare? Immagino che tu possa affidarti alla tua cerchia più stretta di persone per sentirti abbracciato, più sicuro, meno in balia degli eventi. Ecco, la stessa cosa vale per i bambini. Spesso la scuola e le attività extra-scolastiche diventano occasioni di performance, più che di apprendimento e di svago. E poi? E poi ci sono i compiti, i fai così…, i dobbiamo andare…  Insomma, spazio ampio al dovere, ma non siamo solo quello. C’è uno spazio emotivo del quale curarsi. Come adulti dobbiamo insegnare ai nostri figli e nipoti a sentire come stanno (se non lo sappiamo fare noi, dobbiamo imparare!). Le ricerche non sono concordi sul cosleeping: c’è chi lo sostiene fino ad una certa età e chi, invece, è più tollerante. Sicuramente alla base di queste differenze ci sono anche diversità culturali che dobbiamo prendere in considerazione, prima di decidere come comportarci (attenzione a ciò che leggete, ndr). Detto ciò, il letto è il luogo dove fisicamente ci spogliamo dell’habitus del giorno, dove lasciamo emergere, nella notte, la parte più indifesa e abbassiamo il controllo. Questo vale sia per i piccoli sia per i grandi. La notte ci vuole tranquilli, pena difficoltà di addormentamento, continue interruzioni notturne e risvegli anticipati. Per questo, dobbiamo dare un valore alla nostra camera da letto e a quella dei piccoli.  Soprattutto in questo periodo faticoso, di fronte a richieste che ci paiono inusuali, cerchiamo di comprendere cosa c’è sotto. Aiutiamoli a evidenziare stanchezza, paure, preoccupazioni. Dopodiché occupiamocene insieme. Possiamo concedere loro di dormire con noi, contestualizzando quel momento (farlo sempre, invece, non permettere di stabilire un confine chiaro e quindi di sviluppare la capacità di auto-rassicurarsi, ndr) . Dormire con i genitori permette di estendere il proprio confine psicologico, di sentirsi rassicurati. È simbolicamente un abbraccio e un ri-sperimentare quella vicinanza originaria dalla quale progressivamente ci si deve allontanare. Per i genitori, come quando i piccoli sono malati, il cosleeping (saltuario) può essere un modo di prendersi cura. Quello che ti suggerisco è quindi di fermarti a riflettere sulle richieste che ti vengono fatte. Ti capita mai, quando metti a letto le tue bambine, che dopo 2 minuti ti chiedano l’acqua? E mentre ti alzi per prenderla, si sono già riaddormentate? È un chiaro esempio di una richiesta primariamente emotiva e poi anche fisica.
Ecco, il segreto (imperfetto) di oggi è proprio questo: leggere oltre. E no, non è così difficile, basta dedicarci del tempo e spostare la nostra attenzione da noi agli altri. Se pensi al valore e al significato di un abbraccio, potrai capire quando sarà il caso di permettere che dormano con te e quando, invece, per il loro bene sarà meglio dormire da soli e sperimentare la tua vicinanza in un altro modo.
A te e a chi ci legge, buonissimo weekend 😉
Emanuele
Autore

Mi laureo in comunicazione, ma decido di seguire il mio desiderio e divento uno psicologo. Studio come funziona il cervello e come potenziarlo. Ascolto e lavoro sulle storie delle persone che accolgo nella mia stanza e che nel raccontarsi cercano di curare le proprie ferite dell’anima. Leggo per esplorare altri mondi. Scrivo per dar voce ai pensieri. Vado al cinema e a teatro per passione. Ballo per essere più felice!

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