Oggi è il giorno del mio compleanno. Mi ero ripromesso di dormire un po’ di più per recuperare le energie dopo una settimana molto intensa e senza pause. E invece, mi sono svegliato presto; un po’ come se volessi gustarmi ogni minuto di questa giornata che so che scorrerà veloce. Sarà una giornata di festa, lo è tutti gli anni.

Ogni anno in questo giorno mi scrivo una lettera nella quale condivido con me stesso quello che è successo nell’anno precedente e mi faccio gli auguri: esprimo dei desideri. Ecco, inizio così questo giorno: mi fermo a contatto con me stesso. Che poi è anche l’augurio che mi faccio quello di stare con me, di avere uno sguardo benevolo su ciò che sono e su ciò faccio, di andare nel mondo a testa alta e di vivere in modo pieno e sano le relazioni che riempiono la mia vita. Non sono degli auguri banali, o almeno non lo sono per me.

E poi c’è lo spazio per i ringraziamenti, in anticipo e sulla fiducia verso chi cercherà in ogni modo di rendere questo giorno magico, di rendermi felice. Il compleanno, infatti, ci pone nella dimensione del ricevere. Ma ricevere non è semplice. Per farlo, bisogna partire, dall’accettazione di se stessi e dell’altro. Bisogna sentirsi degni di ricevere qualcosa: una attenzione, una parola o un regalo. È necessario creare uno spazio vuoto dentro di sé, un luogo in cui le ferite del passato e le aspettative sul futuro non facciano così male. L’accettazione avviene solo nel presente. E la cosa più importante, che spesso nel mio lavoro è la parte più difficile da ‘lavorare’, è sentirsi meritevoli di essere amati per come si è. E credetemi, spesso, ci si sente amati in modo condizionale, per alcune caratteristiche. E invece, no. L’amore è gratis e, soprattutto, è incondizionato: ci si ama nonostante tutto. Questo è il punto di partenza per poter accettare quello che l’altro ci darà, per come è e per come è capace o vuole. L’amore non si merita, l’amore c’è o non c’è.

Ricevere significa fare spazio alla sorpresa, che per definizione è qualcosa che non ci aspettiamo. Ma attenzione, in questa dimensione, non c’è spazio per i pensieri a priori. Le aspettative devono cedere il passo a una pulizia interiore di scoperta. Solo in questo modo possiamo godere in modo pieno di ciò che ci verrà donato. Pianificare e costruire mentalmente ci rende sicuri, ci dà l’idea di poter controllare ciò che avverrà, ma cristallizza anche le nostre emozioni e apre lo spazio a una possibile delusione. Solo noi, infatti, possiamo soddisfare in modo preciso ciò che abbiamo in testa, ricordiamolo. Ma l’altro è altro da noi e questo è il bello.

Il compleanno ha poi a che fare con la dimensione del tempo, quello che passa inesorabile. E quindi facciamo i conti con i ‘dovrei essere’, guardiamo i nostro coetanei e ci confrontiamo. Eppure il nostro tempo interno ha dei movimenti propri che dobbiamo riconoscere e rispettare.

Ecco, io festeggerò così questo mio giorno. Grazie a chi mi scriverà, ma anche a chi deciderà di non farlo per coerenza. Chi mi conosce sa, quanto la non autenticità mi infastidisca. Grazie a chi mi chiamerà. Grazie a chi ha pensato a qualcosa per me perché ha deciso di festeggiare me. Grazie al bambino che sono stato. Grazie a me per il coraggio di essere me.

E quindi, buon compleanno: oggi è il giorno giusto!

Balla come se nessuno stesse guardando,
ama come se nessuno ti avesse mai ferito,
canta come se nessuno stesse ascoltando,
vivi come se il paradiso fosse sulla terra.
(William W. Purkey)

Autore

Mi laureo in comunicazione, ma decido di seguire il mio desiderio e divento uno psicologo. Studio come funziona il cervello e come potenziarlo. Ascolto e lavoro sulle storie delle persone che accolgo nella mia stanza e che nel raccontarsi cercano di curare le proprie ferite dell’anima. Leggo per esplorare altri mondi. Scrivo per dar voce ai pensieri. Vado al cinema e a teatro per passione. Ballo per essere più felice!

Scrivi un commento