Psicologo In Blue JeansCaro Psicologo in Blue Jeans,

questa settimana ho ricevuto molti commenti e anche qualche richiesta di informazioni su un argomento che noi genitori viviamo quasi sempre come un problema: i compiti a casa! Nel mio post “Papà, mi interroghi? E scatta la rissa”, raccontavo come alcune volte mi capiti di discutere con Benedetta (10 anni) per i compiti. Il dubbio è quasi sempre se aiutare i bambini o lasciarli completamente autonomi. E come stimolarli a vedere i compiti come un’opportunità e non solo un noioso dovere.

Ci puoi aiutare?
Grazie da Papà Imperfetto!
è proprio una domanda da venerdì (imperfetto).  Tra poco suonerà la campanella e l’ansia, dei genitori, inizia a farsi sentire: sul weekend incombe lo spettro dei compiti!
Partiamo da una domanda: vi siete mai fermati a riflettere sull’utilità e sul significato dei compiti a casa? I compiti servono all’insegnante per capire se ciò che ha spiegato è stato recepito. E al bambino per permettergli di sviluppare, gradualmente, le sue capacità di auto-organizzazione e di problem-solving. 
Il ruolo dei genitori non è quindi quello di sostituirsi al bambino (certo sbagliare non è mai piacevole, ndr), ma permettere al proprio figlio di crearsi un metodo organizzativo che gli servirà al futuro. 
Questa è la teoria, ma in pratica: come evitare la rissa in casa, come ci hai raccontato sul tuo blog? 
  1. Date ai vostri figli un luogo in casa ben definito dove studiare e fare i compiti. No smartphone, no televisione in sottofondo. Serve concentrazione. I device tecnologici, se servono per fare i compiti, usateli insieme. 
  2. Stimate un tempo adeguato e ben chiaro per svolgere i compiti e comunicatelo al bambino. State attenti a non mandarli in ansia: è un tempo di apprendimento e quindi che sia adeguato ai ritmi della settimana o del weekend. 
  3. Mentre loro si dedicano ai compiti, voi grandi, se siete a casa, fate altro. Dite ai vostri figli che quando avranno terminato, in caso di dubbi, li rivedrete insieme (rivedere, non correggere!). 
  4. Diciamocelo, fare i compiti è una gran rottura (anche voi grandi dopo il dovere, cercate il piacere), quindi serve un rinforzo positivo: non un regalo, siate creativi! Anche un bravo è sufficiente.
  5. Alla fine, fate scegliere al bambino una attività da fare per scaricare la tensione, normale dopo lo studio. Se potete, fate qualcosa insieme.

Grazie per la tua domanda. A venerdì prossimo e… fammi (e fatemi) sapere come va!

 

La domenica è fatta della stessa sostanza dei compiti dei figli. (Twitter)

Autore

Mi laureo in comunicazione, ma decido di seguire il mio desiderio e divento uno psicologo. Studio come funziona il cervello e come potenziarlo. Ascolto e lavoro sulle storie delle persone che accolgo nella mia stanza e che nel raccontarsi cercano di curare le proprie ferite dell’anima. Leggo per esplorare altri mondi. Scrivo per dar voce ai pensieri. Vado al cinema e a teatro per passione. Ballo per essere più felice!

ommenti

  1. Grazie Emanuele!
    I tuoi consigli saranno preziosissimi. Anzi, appena arrivo a casa oggi li applico subito, visto l’imminente fine settimana!
    Sono sicuro che i miei papini imperfetti avranno tante altre domande da porre.
    A venerdì prosismo!

    • Emanuele Tomasini Rispondo

      Grazie a te Daniele! Sono curioso di sapere come vi sentirete voi papini imperfetti, ma anche le mamme, a fare i compiti che ho pensato per voi. Insomma, compiti per i genitori questo weekend. Bambini contenti? 🙂

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