Psicologo In Blue JeansCaro Psicologo in Blue jeans,

i tuoi consigli ci stanno aiutando moltissimo!
Questa settimana mi arriva una domanda molto interessante: a che età il bimbo inizia a dire le bugie?
E come ci dobbiamo comportare di fronte alle prime dette? Grazie!

 

 

Psicologo in Blue JeansBuon venerdì Papà Imperfetto

la tua domanda mi riporta indietro nel tempo, quando per la tesi mi sono occupato di bugie e cervello: un bellissimo salto nel passato. 

Inizio col dirti che tutti mentiamo e lo facciamo almeno una volta e mezza al giorno: paura, vero? La domanda più semplice alla quale rispondiamo con una bugia è: Come stai? Bene! Quando dentro, invece, abbiamo un universo mondo contrastante. Perché parliamo di menzogna? Perché stiamo decidendo di ingannare l’altro e, forse, in primis cerchiamo una verità più accettabile per noi stessi.

Benché scoprire una bugia, spesso, ci faccia soffrire perché ci sentiamo traditi, dobbiamo dire che il mentire è una abilità mentale complessa e rappresenta una conquista evolutiva fondamentale alla sopravvivenza. 

A due anni i bambini iniziano a creare verità alternative, giocano con il pensiero del ‘se fosse’ e in questa capacità rintracciamo la prima abilità utile al mentire. Perché i bambini mentono? Lo fanno per preservare se stessi e per il bene degli altri, soprattutto dei genitori. Dai 4 anni possiamo iniziare a parlare di piccole bugie intenzionali che sono costruite in modo molto semplice e quindi, per voi genitori, sarà più facile riconoscerle. L’abilità di mentire, poi, cresce nel tempo con l’abilità del bambino di pensare alla mente dell’altro e parallelamente allo sviluppo delle zone prefrontali del cervello (perdonatemi il tecnicismo, ma io amo il cervello <3). 

Come comportarvi? Questa è una domanda interessante. Cerchiamo di capire perché il bambino abbia avuto la necessità di mentire. I motivi più comuni? Evitare una punizione per sé o per l’altro, ottenere un premio, proteggersi da una minaccia, ottenere l’ammirazione e/o l’approvazione degli altri, … Poi, e qui inizia la parte difficile, chiedetevi cosa teme vostro figlio nel raccontarvi la verità, alias: che genitore sono? Mentire è un’operazione cognitiva e emotiva complessa, per tenerla in piedi ci vuole un grande sforzo, quindi potete chiedervi: perché mio figlio sente l’esigenza di portarsi addosso tutto questo peso? 

Possiamo quindi dirci che in una certa misura, siamo noi adulti a stimolare i nostri figli a mentire. Parlare e avere reazioni appropriate, parlare delle proprie emozioni può aiutare i bambini a non aver paura della sincerità, a smettere la maschera della perfezione che nasconde la paura di non essere amati e di diventare ciò che sono davvero!

Quindi, caro Papà Imperfetto, ancora una volta la palla passa a noi adulti.

Emanuele

PS: anche se avete un figlio che non dice mai bugie, dovreste iniziare a farvi qualche domanda, non è buono.

 

 

 

 

Autore

Mi laureo in comunicazione, ma decido di seguire il mio desiderio e divento uno psicologo. Studio come funziona il cervello e come potenziarlo. Ascolto e lavoro sulle storie delle persone che accolgo nella mia stanza e che nel raccontarsi cercano di curare le proprie ferite dell’anima. Leggo per esplorare altri mondi. Scrivo per dar voce ai pensieri. Vado al cinema e a teatro per passione. Ballo per essere più felice!

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