Dopo aver debuttato lo scorso ottobre allo Spazio Diamante di Roma, ritorna “Heathers the Musical – High School Edition Versione Italiana” per un’unica imperdibile data: stasera mercoledì 28 marzo alle ore 21 al Teatro Marconi di Roma. Il musical è ispirato al film-cult del 1989 “Heathers – Schegge di Follia” con Winona Ryder e Christian Slater in cui si affrontano con cruda realtà alcune tematiche di grande attualità: bullismo, comportamenti a rischio, omofobia, suicidio.

Psicologo in Blue JeansPerché ho amato questo progetto? Perché quando lavoro con gli adolescenti vedo molta della sofferenza che si sente in scena. Conoscere gli adolescenti permette di capire come spesso manchi loro un rapporto sano con adulti significativi. Oggi la genitorialità non è più vissuta come l’essere una boa di supporto per i figli e una guida rispettosa, anzi: si oscilla pericolosamente tra indifferenza, “il fai come vuoi”, e la complicità, “siamo i tuoi migliori amici”, con i conseguenti vissuti di tradimento.

Gli adulti sono in crisi di fronte al cambiamento e l’adolescente ne è l’emblema con la proiezione del mondo adulto sul mondo adolescente. Per tutti questi motivi ho fatto quattro chiacchiere con la splendida e poliedrica Brunella Platania, cantante, attrice e doppiatrice che per The Heathers ha curato la regia con Marcello Sindici.

Ciao Brunella, grazie per aver accettato la proposta di parlare con me. Sono molto curioso di sapere il tuo punto di vista sullo spettacolo che andrà di nuovo in scena tra poche ore…

Ciao Emanuele, grazie a te! Io sono appassionata di quel film. Quando è uscito in sala, ero una post adolescente, ma in realtà ancora in piena adolescenza e la trama mi aveva coinvolto subito. Era una specie di Footloose nel marcio e nel deviato, parlando della sofferenza che c’è nell’animo di un adolescente. Lui con la sua personalità ancora in formazione. C’è di più, quello che vediamo nel film e nel musical, poi, è l’immagine che gli adolescenti hanno degli adulti: una sorta di dinosauri che non collaborano all’evoluzione dei figli. E non posso non citare le tre ragazze divinità che fanno il bello e il cattivo tempo a scuola: è attualità. Io le conoscevo le Heathers, conoscevo anche Veronica e qualcuno che poi poteva essere J.D., l’outsider, il ribelle, il James Dean bello e dannato. Modelli molto americani all’epoca del film, che oggi però incontriamo con ancora più forza anche qui da noi.

È proprio vero, queste dinamiche sono tanto comuni anche da noi. Ne sento spesso in studio. E quindi mi viene da chiederti: cosa c’è di italiano nell’adattamento che avete fatto?

Ciò che rende il musical molto italiano sono i fatti di cronaca, purtroppo. Quando uscì il film, che aveva un taglio grottesco con un sarcasmo nero, non si parlava di tutti questi fatti: le confraternite, le iniziazioni, la connivenza del college erano realtà lontane oltreoceano. In Italia però dopo la presentazione in sala, un ragazzo di Brescia, mi pare, si suicidò nel modo in cui Veronica finge il suo suicidio nel film e nel musical. Ma la storia del ragazzo, la sua sofferenza e quell’estremo gesto di immedesimazione non uscirono nel racconto dei fatti, venne solo colpevolizzato il film e poi ritirato. The Heathers è una dark comedy, segnata da uno humor nero che viaggia tra un realismo spiazzante e un alleggerimento grottesco, che fa ‘digerire’ un po’ di più quanto viene raccontato. Ora è tutto attuale, pensiamo al caso Blue Whale del maggio scorso.

E come vediamo bene in scena, dall’individuo si passa al gruppo…

Già… l’effetto del gruppo che può diventare tanto dirompente quanto più si indebolisce il ruolo degli adulti. Lo vediamo bene con le Heathers e nel gioco di parole sul quale si basa il titolo: tre Heathers che sono anche tre haters! Penso che le parole di una Heather a Veronica raccontino bene tutto ciò: “d’ora in poi tu non farai più parte di nessun gruppo e nessuno ti vorrà”. Veronica lo vive cosi: la regina della scuola ha deciso che devo morire. (metaforicamente è l’eliminazione estrema dal gruppo, l’essere esclusi e lo sparire, ndr).

Un aggancio contemporaneo è sicuramente Gossip Girl…

Esattamente. Chi ha potere di parola, chi è ritenuto superiore agli altri e diffonde qualcosa ha il potere di marchiare delle esistenze. Come anche in 13 Reason Why che è l’evoluzione contemporanea di Schegge di follia.

Tu hai curato la regia del musical e ti sei confrontata con un gruppo di perfomer: cosa hai visto e vissuto?

Partiamo col dire che questa è una High School Edition, curata dalle accademie “Professione Spettacolo” e “Accademia Platafisica”. Lo spettacolo è interpretato da giovani artisti di scuola e supportati da alcuni professionisti. È la prima edizione rappresentata in Italia e in tutto il territorio europeo. L’idea che ci ha guidato è stata che volevamo che a stare sul palco ci fossero dei ragazzi dell’età dei protagonisti dei filmPsicologo in Blue Jeans. E quindi in parte il gruppo esisteva già, proprio perché il musical nasce all’interno di una scuola. Nonostante il gruppo fosse formato, sono rimasta sconvolta all’inizio dell’allestimento perché si sono create delle dinamiche d’urto. Ho dovuto fermarmi e riflettere: stavamo facendo uno spettacolo contro il bullismo e contro le problematiche adolescenziali e tutto quello che stavamo raccontando l’avevo davanti agli occhi senza copione.. Quando sono scattate l’ansia e la pressione per essere qualcosa in più si sono manifestate delle vere e proprie dinamiche di bullismo. Ecco, era lo specchio di quello che doveva andare in scena. Abbiamo dovuto fare un esame di ciò che stava avvenendo e un esame di coscienza per far uscire i legami buoni e metabolizzare il tutto. Questo spettacolo vive del gruppo: l’ensemble diventa vittima e carnefice; un protagonista terzo rispetto ai singoli. In un momento di grande immaturità emotiva, tutto può diventare una questione di vita o di morte, tutto è ingigantito e vissuto come pericoloso.

Non solo bullismo, ma anche prevenzione dei comportamenti a rischio che vi ha portato a essere sostenuti e sostenere anche Anlaids

Sì, lo abbiamo fortemente voluto per contrastare il principio della non educazione, del pensare che il ‘non detto’ e il sottinteso possano La prevaricazione in adolescenza è anche in ambito sessuale perché il sesso diventa un modo per farsi riconoscere e accettare. Insegnando, vedo che l’essere ancora in crescita porta a mostrare ciò che pensiamo sia più appetibile. Lo facciamo anche noi adulti e poi ci difendiamo con la frase ‘tanto a me non succederà mai’. E questo in scena lo vediamo tra Veronica e J.D. Serve informazione! Servono guide: genitori e insegnanti.

Per salutarci vorrei che tu mandassi un messaggio agli adulti.Psicologo in Blue Jeans

Il senso di colpa è qualcosa da allontanare. Parlo da persona adulta che ricorda molto bene come stava da adolescente. Il senso di colpa attecchisce subito e crea una barriera di silenzio che porta a non far uscire il problema. Dobbiamo considerare bambini e adulti come individui con una personalità, anche se ancora in formazione. Il più grande peccato che un adulto possa fare è distrarsi! Bisogna parlare sempre e instaurare una comunicazione sulle emozioni, non sui fatti: bisogna vincere la pigrizia emotiva. La natura umana è comunicativa, me lo insegni anche tu.

 

Grazie Brunella, di cuore! Questo non è solo uno spettacolo, è uno spaccato di vita. Sono convinto che l’adolescenza non sia solo questo, ma so che questi episodi segnano profondamente la vita dei futuri adulti. Per questo credo che questo musical vada visto, applaudito e digerito, nella speranza che produca comportamenti nuovi e cambi il nostro sentire. Se ci aggiungete la chiave rock e lo humor alla South Park (come lo ha definito Brunella, ndr), non potrete non apprezzarlo.

A presto… a Milano!

 

Autore

Mi laureo in comunicazione, ma decido di seguire il mio desiderio e divento uno psicologo. Studio come funziona il cervello e come potenziarlo. Ascolto e lavoro sulle storie delle persone che accolgo nella mia stanza e che nel raccontarsi cercano di curare le proprie ferite dell’anima. Leggo per esplorare altri mondi. Scrivo per dar voce ai pensieri. Vado al cinema e a teatro per passione. Ballo per essere più felice!

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